Sindrome da sovrallenamento

La sindrome da sovrallenamento o overtraining è una condizione che si verifica negli atleti molto più spesso di quanto si pensi. Può verificarsi negli atleti che praticano qualsiasi sport; i più soggetti sono sicuramente quelli che praticano sport di resistenza ad esempio il runner, oppure nel fitness, dove, se non adeguatamente seguiti, si rischiano facilmente dei sovraccarichi.

Questa sindrome può presentarsi in atleti di livello medio-alto, che spesso si sottopongono a programmi di allenamento molto stressanti per aumentare la propria prestazione, ma anche in sportivi che non praticano sport a livello agonistico.<E’ sufficiente che questi si sottopongano a programmi di lavoro non studiati e creati in base alle loro capacità fisiche.

Arrivando ad una definizione vera e propria di questa patologia, la sindrome da sovrallenamento è un insieme di sintomi che si manifesta nell’atleta in seguito a periodi di lavoro molto intenso, che risulta non essere adeguato alle capacità dell’atleta o avviene in tempi troppo ristretti, non permettendo il recupero necessario.

Questa condizione può essere molto spiacevole e avere effetti sulla salute fisica e mentale, infatti le prestazioni potrebbero diminuire drasticamente e l’atleta potrebbe non riuscire ad esprimersi al meglio.

Potrebbe inoltre esserci anche una grande diminuzione della massa magra e un incremento di massa grassa. Nei casi più gravi è possibile che i tempi di recupero siano anche piuttosto lunghi e che determinino un’assenza dalla scena sportiva anche per alcune settimane o addirittura mesi.

Se siete atleti, non importa di quale livello, sicuramente saprete che è molto importante ascoltare il proprio corpo e il consiglio che vogliamo rivolgervi è di stare molto attenti a questi sintomi:

1. Stanchezza persistente;
2. Persistenza della stanchezza anche dopo un lungo periodo di riposo;
3. Calo delle prestazioni;
4. Appetito carente o assente;
5. Alterazione della frequenza cardiaca sia sotto sforzo, sia a riposo;
6. Dolori muscolari persistenti;
7. Aumento della massa grassa e conseguente diminuzione della massa magra;
8. Lesioni muscolari e scheletriche da sovraccarico;
9. Disturbi dell’umore;
10. Insonnia;
Nei casi più gravi:
11. Alterazioni di valori sanguinei;
12. Assenza di ciclo nelle donne;


Le possibili cause di questa condizione possono essere molteplici, possono essere concomitanti e devono essere necessariamente indagate:
1. Volume di allenamento non adeguato (Allenamento troppo lunghi, intensi o frequenti);
2. Alimentazione disordinata (apporto calorico non correttamente calcolato, oppure nutrienti sproporzionati) ;
3. Stress psicologico;
4. Condizioni climatiche e ambientali (temperatura e umidità influiscono sulla qualità dell’allenamento)
5. Infezioni (virali o batteriche, soprattutto quelle che colpiscono l’apparato respiratorio);

Se dovesse capitarvi di avvertire alcuni dei sintomi precedentemente elencati è bene che vi rivolgiate a dei professionisti, medici e istruttori esperti, che vi aiuteranno sicuramente a curare questa condizione spiacevole.

Tuttavia è bene ricordare che prevenire è meglio che curare, quindi è possibile mettere in pratica alcuni accorgimenti che possono ridurre il rischio di overtraining:
1. Riposare almeno 7-8 ore a notte, il sonno è fondamentale per il recupero fisico dopo un allenamento e per la ricostruzione delle fibre muscolari;
2. Avere sempre un programma di allenamento specifico e funzionale alle proprie esigenze, creato da esperti del settore;
3. Registrare le proprie sensazioni dopo l’allenamento e informare chi vi segue sulle vostre condizioni;
4. Rispettare le giornate di riposo, questo periodo fa parte dell’allenamento;
5. Avere un piano alimentare equilibrato e personalizzato;
6. Se necessario assumere integratori di vitamine, omega 3 e sali minerali, ovviamente sotto controllo medico;
7. Evitare l’allenamento in momenti di forte stress emotivo, in caso di problemi fisici come infezioni respiratorie o in situazioni in cui ci si sente eccessivamente stanchi;
8. Tenersi controllati attraverso visite specifiche per monitorare attività cardiaca ed eventuali valori sanguinei (per scongiurare squilibri ormonali o eventuali anemie);

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